"La nostra più grande soddisfazione è vedere arrivare a teatro intere famiglie che scoprono nei nostri spettacoli storie e sogni. Chi decide di uscire di casa, pagare un biglietto, trovare parcheggio vuole vedere qualcosa di diverso e poi portare con sé un'emozione a casa. Per questo puntiamo sulla varietà di generi e di età. Ci rivolgiamo a tutti, dai più piccoli ai nonni".

 

Porta avanti con passione e chiarezza la sua idea di teatro il regista e produttore Massimo Romeo Piparo, che, al quinto anno di direzione del Sistina di Roma, racconta all'ANSA la 'ricetta' vincente per la sua creatura. Forte dei continui successi di pubblico e critica collezionati nei 5 anni (con gli oltre 800 mila biglietti staccati), Piparo ha in programma una nuova, esuberante stagione che segue una strada già avviata, quella della qualità artistica e del rispetto degli spettatori. Da Claudia Cardinale a Enrico Montesano, da Vincenzo Salemme ad Arturo Brachetti e Michele La Ginestra, e poi i musical come The Bodyguard, il nuovissimo Mamma mia!Grease Billy Elliot: dal prossimo settembre fino a maggio al Sistina sarà tutto un susseguirsi di risate, allegria, riflessioni e volti amatissimi, in una stagione che festeggerà le 1000 alzate di sipario, veleggiando verso il traguardo del milione di spettatori.

"La nuova stagione si inserisce in un coerente disegno produttivo e artistico. Il Sistina è un teatro di eccellenza, qualità e popolarità, che per il 90% viene finanziato dal pubblico. Dallo Stato riceviamo solo 330 mila euro ogni anno per le produzioni. Noi dobbiamo rendere conto solo agli spettatori", spiega il regista, non nascondendo tuttavia una certa amarezza, in seguito alla notizia dei fondi statali extra (8 milioni di euro in 2 anni, ndr) stanziati per il teatro Eliseo, "vicenda che sta cambiando il mio rapporto con il Paese". "Non discuto la storia e la qualità di quel teatro, né la bravura di Luca Barbareschi. Ma sono attonito, basito e offeso da una manovra scorretta fatta dal Parlamento. È come se fosse stata espressa dalle istituzioni la manifesta volontà di dire a noi privati che meritiamo di chiudere", prosegue, aggiungendo che si tratta di "concorrenza sleale. Io non posso vendere biglietti a 20 euro per i miei spettacoli, altrimenti chiudo, Barbareschi invece può farlo. Per questo ho quasi pensato di andarmene: ho già rapporti i lavoro in Nord Europa e lì le cose funzionano diversamene. Se resto a rischiare soldi ed energia lo faccio solo per il pubblico".

Con un messaggio alle istituzioni: "Se confermiamo la nostra media di biglietti, nella prossima stagione toccheremo il milione di spettatori. Ed è con questi numeri che voglio rispondere alla politica, con un teatro che dà lustro alla città e lavoro a tante persone. Non sono tra quelli che pensano all'assistenzialismo per il teatro, ma credo che la qualità vada premiata". Quali saranno i punti di forza del 2017/2018? "Nella stagione ci saranno spettacoli comici, romantici, che fanno riflettere, e poi musical storici che attraversano le generazioni come The Bodyguard e Mamma mia!. Poi c'è il mattatore Enrico Montesano che fa rivivere il Conte Tacchia, una maschera a cui i romani sono legati, e il 'nuovo' mattatore Michele La Ginestra, perché comunque bisogna guardare avanti. Ovunque nel cartellone c'è qualcosa a cui lo spettatore può appigliarsi".

E proprio scommettendo sul 'nuovo', per il secondo anno consecutivo il sipario a settembre si alzerà sui ragazzi dell'Accademia il Sistina, che mostreranno le cose imparate nei corsi estivi. "Nell'Accademia ho creduto molto, è un progetto fatto con nostri finanziamenti. Dobbiamo creare il futuro e le nostre scuole non prevedono l'insegnamento di materie artistiche: per questo penso che il nostro compito sia non tanto creare giovani professionisti ma formare nuovi spettatori", conclude, "se ci sono famiglie che spendono soldi e portano i loro figli all'Accademia per frequentare d'estate 7 o re al giorno di lezioni di canto, danza e recitazione vuol dire che esiste qualcuno che ancora crede in questo. Ecco perché abbiamo il dovere di farlo"